mercoledì 12 marzo 2008

TANYA TAGAQ

ASSOLUTAMENTE UNICA

4 commenti:

mariasole ha detto...

ecco ci risiamo...è come trovarmi davanti ad una di quelle mostre moderne..dove mi chiedo xchè per apprezzare un buco nella tela mi devo fare tutto un ragionamento e passami l'gnorante battuta (xchè so che il mio ragionamento sicuramente è da ignorante)..seghe mentali... scusatemi ma io preferisco i canti inuit senza manipolazioni...perdono!!! :)

Saverio ha detto...

Nelle arti ogni giudizio ha un senso. In questo caso non si tratta di musica inuit quanto di musica contemporanea eseguita utilizzando la tecnica vocale inuit.

mariasole ha detto...

quindi è da apprezzare per i suoi virtuosismi??? come nel 700...x intenderci? nn so io intendo arte qualcosa che mi da emozione...questa magari è bravura nel saper utilizzare delle tecniche degli strumenti quale la voce! ...aiutami a capire.grazie

Saverio ha detto...

Non parlerei tanto di virtuosismo quanto di una tecnica particolare finalizzata a nuove esperienze espressive. La tecnica belcantistica, alla quale ti riferisci, non è vuoto virtuosismo bensì rappresenta il contributo personale del cantante in una forma definita dal'autore (una sorta di improvvisazione)e la sua efficacia artistica è collegata alla capacità dell'intervento vocale di fondersi intimamente alla dimensione emozionale della musica. Si tratta di una tecnica espressiva che deriva dalla famosa "teoria degli affetti" elaborata in teatro e musica dalla cultura barocca.Naturalmente se tutto ciò non ti colpisce e non ti emoziona significa solo che il tuo gusto personale e la tua cultura musicale sono orientati verso altre dimensioni, oppure potrebbe darsi che non hai molto approfondito l'ascolto e che quindi questa musica ti risulti piuttosto estranea.