sabato 21 aprile 2007

ASSASSINI NATI


Quando si incomincia a pensare come un assassino? Quando incominciamo a pensare che la morte di una certa persona ci porterebbe dei grandi e unici vantaggi; quando cioè la morte di un essere umano rappresenta per noi una grandissima opportunità materiale e/o spirituale che siamo disposti a cogliere senza alcun tipo di scrupolo. E’ molto difficile credere che ci sia un essere umano che non abbia mai, neanche una volta, provato sentimenti del genere e non abbia mai pensato da assassino.
Non dimentichiamo che siamo l’unica specie vivente che uccide non a scopo alimentare. Non dimentichiamo che nei dieci comandamenti, “non uccidere” è al quinto posto preceduto da “onora il padre e la madre”; non dimentichiamo che si può uccidere legalmente per difendersi, per eseguire una sentenza, per fare la guerra. L’assassinio è alla base della civiltà (Caino uccide Abele) e la tortura, il martirio e la morte violenta sono alla base della religione cristiana. L’assassinio è tuttora uno dei mezzi più praticati di conquista del potere politico. Non dimentichiamo che ogni giorno noi abitanti dell’occidente del mondo assassiniamo indirettamente migliaia di abitanti del terzo mondo: le nostre bistecche quotidiane condannano all’inedia uomini, donne, bambini innocenti. Se siamo consci di tutto ciò, non dobbiamo scandalizzarci se il nostro pensiero indugia sull’idea di dare la morte ad un nostro nemico o avversario o, più semplicemente, ad un ostacolo che ci impedisce di raggiungere quella che per noi è sicura felicità. Noi esseri umani siamo assassini nati.
Perché uccidere non solo consente di raggiungere subito un determinato scopo, ma rappresenta anche un momento di totale onnipotenza, di infinito piacere di dominio su tutto: l’assassinio è la più grande bestemmia contro Dio e contro la natura. E la bestemmia è una creazione dell’uomo.
Da un punto di vista morale, desiderare ardentemente la morte di qualcuno e pensare a lungo e dettagliatamente al suo omicidio non è molto distante dal metterlo in atto. Se non uccidiamo è perché abbiamo terrore delle conseguenze legali, non certo di ipotetici sensi di colpa. Quando si odia mortalmente, la colpa non esiste. Infatti, anche in letteratura, quello che sconvolge la mente e il cuore di Macbeth e sua moglie è l’empietà dell’assassinio lucido, privo di odio, dettato solo da un freddo calcolo politico. Invece la fredda, atroce vendetta di Montresor (E.A.Poe: “La botte di Amontillado”) che mura vivo Fortunato è la logica conseguenza di un odio mortale senza limiti e senza pentimenti.
Anche l’amore, anzi, l’amore più di altri sentimenti, può trasformarsi in odio profondo e dare vita ad una guerra senza quartiere e senza regole. La voglia di uccidere, il desiderio di annientare è così forte da fare terra bruciata tutt’intorno, i figli diventano oggetto di scambio e di ricatto, strumenti per esercitare violenza. Così anche i figli impareranno subito a gestire un gran bel genuino odio assassino verso i genitori. Magari daranno sfogo a questi sentimenti organizzando una bella ripresa video dello stupro di gruppo di una compagna di scuola.
La violenza, la crudeltà, la vendetta atroce, l’odio mortale, non devono meravigliarci. Sono i sentimenti tipici dell’uomo. Non è l’amore la peculiarità dell’essere umano: in natura ci sono cetacei, uccelli e primati che potrebbero darci lezioni d’amore. La peculiarità dell’essere umano è la sua infinita capacità di odio e la sua lucida, unica capacità di organizzarlo fino all’assassinio.
Siamo assassini nati.




2 commenti:

Dyo ha detto...

Homo homini lupus.
Ci ho pensato anch'io. Non a uccidere, ma al fatto che la sparizione di certe persone mi avrebbe semplificato la vita. Ci ho pensato per frazioni di secondo e me ne sono pentita subito dopo.Sono sentimenti orribili e vergognosi, ma umani.Sottoscrivo il tuo bellissimo post.
Buona domenica e un abbraccio.

l'invisibilenelvisibile ha detto...

Terribilmente vere queste tue riflessioni, fanno paura e bisogna difendersi. Su una cosa sono in pieno accordo che la natura peccaminosa dell'uomo ha fatto sì di creare delle regole rigide da rispettare e li hanno chiamati "Comandamenti", ma nonostante tutto una grande moltitudine di uomini anche di religione cristiana continuano a perpetrare omicidi e nefandezze di ogni tipo...
chissà se l'evoluzione , la cultura e le leggi del rispetto potranno portare a un rapporto più nobile fra noi...dobbiamo credere!!
In quanto al sentimento AMORE quello che a noi uomini ci permette di vivere ed essere felici in simbiosi con il nostro mondo è un argomento molto ampio e complesso.
Il suo perdurare ci porta a stare bene,ma quando ti accorgi di non amare più è vera crisi esistenziale e sta alla nostra intelligenza il saper scegliere e decidere il meglio per ognuno di noi.Buonanotte.