venerdì 16 maggio 2008

NON TUTTI I SANTI FINISCONO IN PARADISO Terza Puntata


Prima di andar via, il brigadiere fece un giro nel cortile della canonica. Lungo il vialetto che conduceva alla porticina della sacrestia non c’erano tracce apparenti. Provò ad aprire la porta ma era chiusa, la maniglia era stranamente imbrattata di qualcosa, c’erano attaccati piccoli frammenti simili ad un guscio d’uovo. Guardò fra l’erba cresciuta lungo il battente e intravide i resti di una lumaca schiacciata. Ma certo! La lumaca era attaccata alla parte interna della maniglia, qualcuno aprendo la porta l’aveva involontariamente schiacciata con la mano, quella porta era stata aperta molto di recente. Lopollo aveva bisogno di schiarirsi le idee, la faccenda si stava sviluppando diversamente rispetto alle sue supposizioni. Ritornò in ufficio dove apprese che non c’era nulla di rilevante nei tabulati telefonici dei coniugi Cacace. Mentre, seduto alla scrivania, pensava e ipotizzava udì una voce squillante “Appuntato Linsalata, comandi brigadiere!” “Cosa c’è adesso?” “Il signor capitano mi ha comandato di affiancarla” “Ah! Il capitano ritiene che abbia bisogno di un supporto…” “Veramente non ha parlato di supporto…ha detto contorno” “Contorno?” “Sissignore, ha detto che per Lopollo ci vuole Linsalata, come contorno….e si è messo a ridere”, Lopollo scattò in piedi irritato, l’appuntato continuò “Dice anche, il signor capitano, che se non vede risultati fra un paio di giorni aggiungerà alla squadra Delvino e Panebianco….”, il brigadiere era furibondo “Basta così, si procuri i tabulati telefonici e i movimenti bancari di don Vinicio Gaudioso e li analizzi tutti”. Bisognava rintracciare la nipote della perpetua senza altri indugi, mentre si accingeva a entrare in macchina squillò il cellulare “Pronto Lopopolo!” “Comandi signor maggiore” “Ascolti…il vescovo è mio amico personale e stamani parlando del più e del meno mi ha detto di aver ricevuto una richiesta da don Vinicio, una specie di licenza, dice che vuole andare in ritiro spirituale per una settimana….Ha capito? Lopopolo sveglia!! Chiarisca questa cosa…” “Mi metto subito al lavoro, grazie…”.
Filomena Sdragapede aveva vent’anni, una bella ragazza che parlava poco, in mezz’ora di conversazione Lopollo era riuscito solo a farsi rispondere in modo preciso ma troppo sintetico, “Signorina abbia pazienza, le ho detto che queste domande sono la prassi normale in questi casi…lo so ..magari le sto facendo perdere tempo e intanto c’è un bel giovanotto che la sta aspettando..” la giovane arrossì violentemente e bisbigliò “No.. no ..che dice? Non c’è nessuno”, cominciò a sudare e il rossore si trasformò in un colorito terreo, ansimando disse “Non mi sento bene…devo vomitare..” prontamente il brigadiere l’accompagnò in bagno e disse alla zia Carmela di assisterla, ritornò in sala da pranzo e attese. Sul tavolo, la borsetta della giovane era un invito troppo forte. L’aprì, nel portamonete quattro banconote nuove di zecca da cinquecento euro, in fondo alla borsa una scatola. Era un test di gravidanza usato e il responso era positivo. Lopollo rimise tutto in ordine e andò via.
In auto fece qualche telefonata: “Pronto.. sono Lopollo mi passi Linsalata…”questa storia dei cognomi lo irritava moltissimo ”Ascolta, voglio sapere tutto su Filomena Sdragapede e don Vinicio Gaudioso, mettiti subito al lavoro..” Si accese una sigaretta e compose il numero di casa “Porzia…ciao, sono in giro per lavoro, non so se riesco a passare per pranzo…una bella insalata? Vedrò, ma non aspettarmi..” A quell’ora la chiesa era chiusa così passò dalla casa del sacrestano, il quale fu felicissimo di consegnare le chiavi al brigadiere pur di finire in pace la sua pasta e cavoli. Lopollo si sedette su una panca e mentre si guardava intorno pensava che forse i suoi sospetti erano eccessivi, che forse avrebbe dovuto continuare a indagare a largo raggio piuttosto che seguire subito una pista precisa. Effettivamente pensare ad una tresca tra il parroco e la nipote della perpetua e a una simulazione di furto operata dai due amanti era un po’ grossa e non c’erano, al momento, prove tangibili. Decise di dedicare a questa pista il resto della giornata e se non fosse emerso niente di particolare, il giorno dopo avrebbe ripreso a indagare su altre ipotesi. S’alzò per dirigersi in sacrestia, percorse qualche metro lungo la navata laterale quando scorse sul pavimento una figurina, un’immaginetta devozionale ai piedi del confessionale. La raccolse, ebbe un fremito.. era santa Filomena, una vecchia immaginetta sgualcita. Immobile, la fissava e mentre la fissava sentiva uno strano odore, amaretto, no mandorle amare… di scatto si girò di lato e aprì la tendina del confessionale. Don Vinicio vi giaceva seduto, morto stecchito, nelle mani un libro di orazioni, le labbra livide erano dischiuse, l’odore si fece più intenso, era acido prussico.
Continua

4 commenti:

mariasole ha detto...

io farei intervenire i RIS....bacio :))

Dyo ha detto...

Pensavo fosse l'ultima puntata...
Meglio così. :)
L'acido prussico è il cianuro, vero?

Carmen Sandiego ha detto...

Attendiamo pazienti...

mariasole ha detto...

allora????????nn puoi lasciarmi ancora in sospeso!!!chi ha ucciso Don Vinicio..o è un suicidio per aver commesso il fatto? chi ha rubato i soldi?Saveriooooooooooooooo